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Report allenamenti estivi Les Deux Alpes 2013

Eccoci dunque alla fase conclusiva di questa programmazione degli allenamenti estivi  Les Deux Alpes by Golden Team Ceccarelli.

fra e bis 2Tanta la strada percorsa ma, come ho già avuto modo di spiegare ai ragazzi, per ogni step raggiunto si prospettano nuovi traguardi e nuovi obiettivi tecnici. Un concetto un po’ duro da digerire soprattutto quando dopo un “bravo” segue un “ora prova a farmi quest’altro …” Eppure non c’è alternativa a questo duro quanto stimolante processo di miglioramento continuo in cui proprio l’andamento crescente della prestazione è tutt’altro che scontato, soprattutto se le fasi dell’apprendimento del nuovo gesto coincidono con un momento di accrescimento o con una fisiologica parentesi di stasi motivazionale che segue ad ogni cambiamento sinonimo inequivocabile di un allontanamento dalla propria confort zone fatta di gesti automatizzati nel tempo e poco importa che fossero proprio quelli la causa dei secondi di troppo o di un movimento inefficacie!. Nulla di grave, anche in queste circostanze è la pazienza e la perseveranza la formula vincente. Una lungimiranza razionale alla quale siamo chiamati noi genitori ed allenatori ancor prima che i nostri atleti!

A volte invece è proprio l’eccessivo entusiasmo di una metamorfosi inattesa la componente emotiva da andare a contenere , consapevoli che la strada è ancora lunga e che in questo andamento altalenante tra scoperta e stabilizzazione del gesto è più che normale subire delle battute d’arresto.

Ripercorrendo velocemente le tappe salienti degli allenamenti estivi vorrei ringraziare quei genitori che hanno creduto nella complessità del progetto facendo in modo che i ragazzi partecipassero al maggior numero di stage.

foto piccola 2La prima sessione estiva è stata meticolosamente studiata da Valentina che subito entusiasta del metodo americano ha sviscerato tutte le argomentazioni dell’Alpine training System, l’unica di noi a conoscere minuziosamente tutti i test d’anamnesi delle abilità fondamentali. Ecco allora tutti i nostri campioncini cimentarsi in “robe da marziani” solo apparentemente estranee alla performance competitiva, come saltare una fila di bastoni posti trasversalmente sul pendio o sbandare gli sci a tergicristallo sulla massima pendenza. Al fine di dare il massimo della credibilità a questa analisi non proprio convenzionale, abbiamo mostrato ai ragazzi filmati in cui proprio campioni americani come Ted Ligety e Mikaela Shiffrin si siano sottoposti in passato alla stessa tipologia di test.

L’emulazione è per il Golden Team un imprimatur inderogabile. Per questo motivo io amo mantenermi ai livelli prestazionali di quattro anni fa, quando ancora mi confrontavo con le migliori atlete al mondo. Altrettanto fanno Alessandro, Valentina e Davide, ogni anno tra i più veloci istruttori al parametro per l’Euro Test e in ogni allenamento il primo a cimentarsi nelle discese tra i pali snodati, un’abitudine sconosciuta a tanti nostri colleghi! Ma d’altronde ci chiediamo come possa essere possibile spiegare un movimento così complesso senza tradurlo in sensazioni da trasmettere e come aspettarci che giovanissimi atleti possano comprenderlo verbalmente quando qualsiasi testo di metodologia d’insegnamento sportivo specifichi che in quella età s’impara guardando!!!

Emulare una discesa, una curva ma l’esperienza della vittoria non è relegata solo ad un gesto, si conquista con determinate giochi con finalità multidisciplinareattitudini, sacrifici, motivazioni , quindi abbiamo inserito nei momenti off skiing  la proiezione di video motivazionali che mostrassero i campioni che battagliano nei WE sotto una luce diversa: come si allenano ( andando proprio a mostrargli gli stessi esercizi di stabilizzazione fatti insieme nel pomeriggio), come si preparano mentalmente, cosa mangiano, come sono arrivati alla vetta. Storie di campioni ma anche filmati educazionali come The Butterfly Circus, il discorso di Alpacino in “ogni maledetta domenica” o quello di Will Smith al figlio in “La ricerca della felicità” ecc. … spunti di riflessione per parlare insieme ai vostri ragazzi dei loro sogni. Eh  già: qui al Golden Team ci piace coltivare un workout indoorsogno, instillarlo, crescerlo come una piantina, annaffiarlo di tanto in tanto. Un aspetto difficilmente riscontrabile in altre realtà di club dove gli allenatori scrutano silenziosamente le decine di ragazzini senza mai sbilanciarsi sul quanto sia facile o meno emergere dalla massa se non per qualche eclatante fenomeno profetizzato , come se la vittoria fosse destinata  a pochi eletti… Crediamo appunto che Il nostro valore aggiunto sia questo: la consapevolezza che il sogno possa diventare realtà !

Prendendo spunto quindi dall’anamnesi iniziale abbiamo intavolato un percorso tecnico finalizzato, somministrando gli esercizi come fossero una medicina mirata alle specifiche abilità da sviluppare. Metodo analitico quindi ma senza alcuna rigidità schematica, anzi, spesso per i più piccoli abbiamo utilizzato la musica o il gioco per raggiungere lo scopo didattico prefissato.

Una volta tornati dal ghiacciaio abbiamo proseguito gli allenamenti nelle sessioni a secco pomeridiane identificando tre macroaree di lavoro: simulazione del gesto sul simulatore (Eccentric power machine o sui roller), condizionamento fisico (core stability, resistenza alla forza ecc. … ambito curato da Valentina) e momenti ricreativi con finalità multidisciplinare ( buldering, adventure park, gite in montagna ecc. …)

Nella seconda metà della programmazione abbiamo introdotto dei momenti di confronto, andando a resettare le corrotte dinamiche psicologiche dei retaggi del passato che avevano inculcato il concetto di cronometro quale sorta di macchina della verità e dell’avversario come un fantasma contro il quale relazionarsi nell’ambito della propria prestazione. In questo caso l’approccio è stato quello della sfida in parallelo per poi passare gradualmente alle prove cronometrate quali simulazione del momento di gara quindi:

  • primo giro in tutina
  • riscaldamento in partenza
  • utilizzo delle parole chiave per strategie mentali
  • selezione dei feedback da parte di noi allenatori durante la prova (no Whisper).

Anche in questo caso è stato molto utile attingere alle nostre esperienze agonistiche rielaborate nei corsi di formazione allenatori-istruttori come negli incontri con psicologi sportivi del calibro di Vercelli.

E’ a questo punto che il crono è stato ridimensionato al suo mero ruolo strumentale finalizzato all’ottimizzazione della performance, concetto da rinforzare anche nei vostri dialoghi familiari.

Tecnica e mentalità vincente, un binomio inscindibile che va coadiuvato con domande potenti quali:

  • Cosa hai imparato oggi?
  • Cosa vuoi imparare domani?
  • Quali sono i tuoi punti forti?

Quella che in gergo tecnico viene definita una dieta mentale che permetta ai nostri atleti di focalizzarsi sulla sostanza, sugli aspetti importanti di questo percorso di gruppo mirato alla prestazione individuale. Bando quindi a domande depotenzianti che possano deviare i ragazzi da questo focus sui propri obiettivi, domande fuorvianti del tipo:

  • Quale allenatore ti ha allenato oggi?
  • Quanti sono i ragazzi del tuo gruppo?
  • Quanti giri avete fatto?
  • Con chi sei stato sistemato in camera?

Apparentemente domande più che legittime per un genitore che desidera indagare sull’umore del proprio figlio e sulla sua gestione lontano da casa, lecito dunque chiedere ma con la consapevolezza che le nostre preoccupazioni siano inevitabilmente la lente attraverso la quale i nostri figli guardano la realtà attorno a loro.

Inerente a questo aspetto sono le nostre reticenze sul fatto che i genitori commentino i video realizzati durante i camp o i risultati dei test a crono in momenti e luoghi diversi dagli Stage Golden Team.

Quello che può essere il più innocuo dei giudizi potrebbe smontare o perlomeno mettere in crisi quanto duramente costruito.

Il cambiamento di un’abitudine tecnica infatti è paragonabile a quando si abbandona una strada battuta per avventurarsi in una scorciatoia in mezzo ad un campo di spighe altissime. Per breve che possa essere il tragitto, le prime volte si annasperà per farsi strada, tenendo lo sguardo fisso verso quei pochi riferimenti che  permettono di non perdere l’orientamento e solo con il tempo, quando passaggio dopo passaggio le spighe si saranno piegate ed estirpate, si potrà tornare a camminare sovrappensiero magari canticchiando un motivetto senza accorgerci dei passi che si susseguono e dei metri percorsi.

Ora per qualcuno dei ragazzi la strada dei nuovi automatismi è tutta in discesa, mentre altri ci stanno ancora lavorando e altri ancora, ahinoi, devono ancora iniziare a smontare le vecchie ed inefficaci abitudini … a ciascuno i propri tempi a patto che si lavori sodo e che quel lavoro non sia osteggiato da dubbi o futili distrazioni …

parola del DT Golden Team, Daniela Ceccarelli

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