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Richiami di Forza per una stagione tutta in discesa

Si sa, il tempo a disposizione è davvero poco tra allenamenti in pista, trasferte e gare che, parafrasando il film di Alpacino, “ogni maledetta domenica” ci muovono come fossimo incastrati in una sorta di girone dantesco. Il tempo è poco soprattutto se, come nel caso della programmazione Golden Team, si decide di mettere i ragazzi in una condizione di confort rispetto alle piste di gara, organizzando prima di ciascun appuntamento un training day (anche più giornate) sul pendio dove si disputerà la competizione, questo quale lavoro dedicato allo sviluppo di strategie finalizzate alle caratteristiche morfologie e alla tipologia di neve con i quali i ragazzi dovranno di li a poco fare presto i conti. Certo, un lavoro che paga soprattutto in termini psicologici facendo cadere quel velo di mistero ed incognite che permeano “la Gara” inibendo i comportamenti di questi atleti in erba. Quindi il tempo a disposizione del preparatore atletico per appurare l’andamento di forma stagionale è poco, per noi del Golden Team pochissimo. Ecco che allora diventa fondamentale l’ottimizzazione delle giornate, sfruttando soprattutto quelle impervie di brutto tempo (e quest’anno se ne sono viste diverse) per improvvisare dei richiami di condizionamento fisico a secco, compito per noi facilitato dalla nostra base operativa corredata di palestra direttamente sulle piste di Sansicario. Ma come, mi direte voi, non è abbastanza allenante sciare? Certo, allenante per il gesto specifico, consapevoli del fatto che per automatizzare un nuovo schema motorio occorrano almeno 1000 ripetizioni di quel movimento, eseguite in condizioni omologate di pendio e neve ( presupposti difficilmente proponibili nell’ambiente in cui ci alleniamo in cui una curva non è mai uguale alla successiva ne tantomeno alla precedente). Quindi lo sci è allenante a patto che l’atleta abbia il fondo aerobico, la forza e la capacità di resistere alla forza necessari per affrontare tutte le prove e le ripetizioni indispensabili alla stabilizzazione del nuovo automatismo. A questo punto si pone il quesito di come identificare i segnali di un fisiologico calo di forma. Per noi tecnici, che conosciamo piuttosto bene le intensità di ciascun atleta, è piuttosto facile accorgerci dei primi segnali di questa parabola in fase discendente: meno energia nella prestazione, atteggiamento più dimesso, nelle fasi più critiche anche inaspettati attriti con i compagni di squadra, una suscettibilità di fondo oppure anche un atteggiamento agli antipodi come l’ossessione da record di giri nei pali o quella di voler a tutti i costi migliorare il proprio tempo a cronometro senza riuscirci, insomma, una generale perdita di flessibilità e adattamento alle circostanze. Sarebbe fuorviante però ipotizzare come seduta di allenamento una sessione che enfatizzi questa condizione di stress già generata dal non riuscire ad esprimersi come durante l’estate o all’inizio stagione, d’obbligo quindi per i preparatori  Valentina Frison e Pippo Cernuschi proporre dei circuitini divertenti in cui oltre alla destrezza si alleni anche la forza ( preferibilmente eccentrica), tutto rigorosamente a corpo libero con il solo supporto per i coach di una fervida fantasia dato che se i ragazzi si allenano con il sorriso l’esercizio vale doppio!

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